Archivi per la categoria ‘Be Different’
Il Codacons chiede alle autorità, di bloccare importazioni UE di cetrioli
Per il Codacons, è necessario bloccare tutte le importazioni di cetrioli, provenienti dalla Comunità Europea e, allo stesso tempo, “effettuare controlli stringenti su tutta l’ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall’Olanda”, a tutela, della sicurezza dei cittadini, per evitare l’ingresso nel Paese, del ceppo dell’Esterichia coli enteroemorragico (Ehec).
La richiesta del Codacons, è rivolta alle autorità sanitarie Italiane, visto il rapido espandersi, dell’epidemia, che, nella sola Germania, conta almeno 276 casi accertati di persone infette e dieci persone decedute, su alcune delle quali, però, la causa del decesso non è stata ufficialmente attribuita ala batterio.
Il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo (Ecdc), riferisce d’altri casi, al momento solo sospetti e quindi non ancora accertati, in altri paesi della comunità Europea; 25 in Svezia, 7 in Danimarca, 3 in Gran Bretagna, 2 in Austria ed uno in Olanda.
Le autorità della Germania, al momento, non sono riuscite ancora ad identificare come e dove sia avvenuta la contaminazione dei cetrioli.
Dal Codacons, arriva anche un’utile indicazione, con cui s’invita “i cittadini a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura”.
Fonte:vitadidonna.org
Fukushima come Chernobyl
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Gli incidenti di livello sette comportano una fuoriuscita di materiale radioattivo con conseguenze importanti per salute e ambiente, come Chernobyl, nel 1986. Ma la coltre di silenzio sulla reale gravità dell’incidente di Fukushima è ancora pesante. A più di un mese dal disastro tentiamo una primissima ricostruzione di quanto è successo attraverso il confronto con l’incidente di Chernobyl. Leggi il resto di questo articolo » |
Democrazia Urbana Si scrive acqua, si legge democrazia
| A Padova le iniziative per rimettere al centro dell’attenzione di cittadini e cittadine l’acqua, il suo significato di bene comune e le mire di profitto privato di alcuni, risalgono alla campagna per la riuscita campagna di raccolta delle 50.000 firme necessarie alla presentazione del progetto di legge di iniziativa popolare del 2007.
Il gruppo che si era costituito allora si è ritrovato per la raccolta delle firme necessarie a chiedere il Referendum. E’ stato un lavoro di costruzione di contatti con persone, associazioni, gruppi spontanei, sindacati… Si è avviata una rete fatta anche di nuove conoscenze che spesso si sono trasformate in amicizie, di capacità di sollecitare la partecipazione e la consapevolezza di far parte di una squadra di pari che solo con l’impegno comune avrebbe raggiunto il risultato. La cartina della provincia si è andata via via riempiendo di bollini che segnalavano la presenza nei diversi centri di un nucleo impegnato nella raccolta delle firme. Una volta che la Corte Costituzionale, il 12 gennaio di quest’anno, ha ammesso la legittimità dei due quesiti referendari il Comitato provinciale Acqua bene Comune si è costituito in Comitato referendario 2 SI per l’acqua bene comune. In questi mesi si sono aggiunti via via nuovi soggetti, associazioni e cittadine/i disponibili a mettere a disposizione tempo ed energie per contribuire al successo del referendum. La composizione è plurale, ma il tema dei beni comuni e della consapevolezza che “l’acqua è vita e non si vende” si è dimostrata capace di superare differenze che in altri casi sarebbero risultate insormontabili. La forza del Comitato si basa proprio sulla convinzione che la battaglia intrapresa non sia solo per mantenere l’acqua sotto controllo pubblico, ma per riportare al centro dell’attenzione di tutte e tutti il fatto che ci sono ambiti che non possono essere “ceduti” alle logiche del mercato, ma che in qualche modo hanno a che fare con la dignità e la libertà della nostra vita. L’impegno di queste settimane che precedono il 12 e 13 giugno è grande: convincere le persone ad andare a votare e votare SI e che questa volta decideremo direttamente noi di cancellare una legge che ci porta via l’acqua. E’ una impresa difficile perché non c’è nessuno che abbia il coraggio di dire che è giusto consentire a pochi di speculare su un bene di tutte/i e allora la strategia è quella del silenzio: non si parla del referendum, anzi il Governo ha deciso di sperperare circa 400 milioni di Euro pur di non far coincidere il referendum con le elezioni amministrative. Il voto del 12 e 13 giugno sarà l’occasione per tutte/i noi di riprendere nelle nostre mani quella sovranità popolare che la Costituzione ci assegna perché ciascuna/o di noi diventi effettivamente partecipe dell’”organizzazione politica, economica e sociale del paese” come recita l’art.3 della Costituzione. Giuliana Beltrame – referente provinciale Comitato referendario 2 SI per l’acqua bene comune |
Sondaggio sul nucleare: l’89% degli italiani preferirebbe le energie rinnovabili
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Quasi il 90% degli italiani preferirebbe investire nelle energie rinnovabili, piuttosto che nel nucleare. Soprattutto a causa della tragedia che ha colpito il Giappone, il 17% degli italiani favorevoli al nucleare, hanno cambiato idea sulla sicurezza delle centrali e si dicono pessimisti e contrari oggi.
Questi sono i risultati di un sondaggio dell’Osservatorio Giornalistico Mediawatch effettuato a Marzo 2011 su un campione di 1.030 italiani, di eta’ compresa tra i 18 e i 70 anni.
Oltre il 68% degli intervistati é contrario all’utilizzo del nucleare in Italia.
Ecco cosa indaga il sondaggio: Quanti sono favorevoli al nucleare in Italia? Il 68% é contrario, mentre il 32% si dichiara favorevole.
Gli ultimi fatti in Giappone hanno fatto cambiare la percezione sulla sicurezza del nucleare? No 83% Si’ 17%
Ci sono altre maniere, alternative valide, per risolvere le necessità energetiche italiane senza l’utilizzo del nucleare? No per il 34% degli intervistati, Si’ per il 66%.
In quanto cittadini italiani, quanti sarebbero favorevoli ad investire i soldi che il governo metterà a disposizione per il nucleare a favore di fonti energetiche alternative? L’11% é contrario a fonti alternative, mentre la stragrande maggioranza si dice aperta ad altre possibilità (Si’ 89%).
‘Recenti ricerche di esperti dicono che se investissimo gli stessi soldi di una centrale nucleare in energie rinnovabili – spiega CarloVittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione-media – nell’arco di tempo necessario per costruire la centrale, avremmo l’equivalente in energia di sei centrali nucleari. Inoltre una stima ipotizza che se si utilizzasse ¼ della superficie del deserto del Sahara in pannelli fotovoltaici si ricaverebbe l’energia necessaria per tutto il mondo’.
Questi dati, dunque, dovrebbero far riflettere sulla situazione italiana. Forse basterebbe ricoprire l’intera rete ferroviaria italiana di pannelli fotovoltaici per ottenere l’energia necessaria per tutto il BelPaese?
Petizione Parco IRIS – Padova
Vuoi difendere il verde?
firma anche tu la petizione per bloccare la cementificazione selvaggia in zona Parco Iris a Padova
Una battaglia importante contro il consumo di suolo perpetrato nell’interesse di pochi e a svantaggio di molti.
(puoi trovare maggiori informazioni a riguardo cliccando sul link della petizione qui sotto)
RACCOLTA FIRME A DIFESA DEL VERDE IN ZONA PARCO IRIS
Comitato Iris, Comitato StopAllagamenti, Legambiente, ass. Alvise Cornaro, Amissi del Piovego e WWF, hanno da poco promosso una nuova raccolta firme per dire:
- NO a nuovo cemento nell’area verde in zona Parco Iris
- SI ad un vero, grande Parco urbano contro gli allagamenti.
Una petizione per impedire che uno degli ultimi spazi verdi rimasti in città venga ulteriormente cementificato con la costruzione di altri cento appartamenti circa, aggravando inoltre il rischio di allagamenti che hanno già colpito ripetutamente il bacino Forcellini-Crescini.
E’ possibile firmare la petizione scaricando il modulo cartaceo o firmando via web dal sito di Legambiente Padova all’indirizzo www.legambientepadova.it
Rinnovabili. Napolitano firma il decreto che riorganizza gli incentivi
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto legislativo sulle energie rinnovabili varato dal Consiglio dei ministri giovedì 3 marzo scorso.
Nei giorni scorsi il decreto era stato duramente criticato dalle associazioni di categoria Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Gifi, che si erano appellate al Capo dello Stato affinché non firmasse. Secondo gli operatori il provvedimento bloccherebbe lo sviluppo dell’economia verde in Italia.
Il principale punto di contrasto è il terzo conto energia, approvato nell’agosto 2010 ed entrato in vigore dal primo gennaio 2011. Avrebbe dovuto garantire gli incentivi al fotovoltaico fino a tutto il 2013, mentre il decreto ferma il contributo dello Stato al prossimo 31 maggio.
In un’intervista alla Stampa di oggi il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva difeso la scelta del governo di rivedere gli incentivi alle rinnovabili sostenendo che sono i più alti d’Europa e che “rischiano di creare un mercato assistito”.
Fonte:www.loccidentale.it
Il Prà tradito
Le associazioni Amissi del Piovego, Italia Nostra, Legambiente Padova ed il Comitato “Andrea Memmo torna in Prà” esprimono il loro netto dissenso nei confronti del parere favorevole della Soprintendenza ai Beni Architettonici relativo alle modifiche al progetto definitivo di trasformazione dell’area dell’ex Foro Boario. Inoltre le associazioni pongono pressanti interrogativi sulle ragioni del vistoso arretramento rispetto al parere negativo espresso il 9 luglio 2010 dalla stessa Soprintendenza, parere allora puntualmente motivato che Comitato e Associazioni condividevano appieno.
La nuova proposta progettuale, presentata dopo la prima bocciatura ed ora accolta dalla Soprintendenza, si limita ad alcune modifiche di scarsa rilevanza, rispetto a quelle che alteravano la facciata del Frontone dell’ex Foro Boario e a prevedere una più decorosa pavimentazione di piazza Rabin (con oneri, però, a carico del comune).
Libia:Greenpeace, più rinnovabili riducono impatto crisi geopolitiche
Roma, 23 feb. – (Adnkronos) – La crisi in Libia e le sue ripercussioni nelle forniture di petrolio e gas al nostro Paese “dimostrano, ancora una volta, quanto le energie rinnovabili siano fondamentali anche per migliorare la sicurezza negli approvvigionamenti energetici in Italia”. Così Greenpeace interviene sull’attuale scenario della Libia sottolineando come le energie verdi possano ridurre l’impatto delle crisi geopolitiche. “Le fonti rinnovabili sono le uniche in grado di aumentare l’indipendenza dall’estero e ridurre l’impatto di possibili crisi politiche nei Paesi produttori”, sottolinea Domenico Belli, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.
Quasi tutto il petrolio e il gas, ricorda l’associazione ecologista, provengono dall’estero e ancora nel 2010 la bolletta energetica ha pesato per oltre 51 miliardi di euro nelle tasche dei cittadini italiani. E questo vale del resto anche per l’uranio che dovrebbe alimentare le centrali nucleari previste dal Governo.
“Questa situazione rende ancor più assurda la campagna contro le rinnovabili in corso nel nostro Paese. Il Governo – continua Belli – dovrebbe rivedere, anche per questo motivo, la sua proposta di Decreto sulle rinnovabili che, di fatto, renderà molto difficile lo sviluppo di una filiera nazionale dell’energia solare fotovoltaica ed eolica. Fonti energetiche che, in questi ultimi anni, sono finalmente decollate anche in Italia”.
Fonte : http://www.libero-news.it
Energie rinnovabili, eolico a gonfie vele!
Nonostante tutto, l’energia è sempre più verde.
CI SIAMO TRASFERITI
Ciao a tutti !!
La Cooperativa Il Ponte informa tutti i suoi soci che ha traslocato da Via Monte Sabotino 28 a Via Palestro 11 !!
Sono 20 metri di distanza dal vecchio ufficio.
Il nuovo indirizzo completo è:
Via Palestro 11
35138 Padova
I numeri di telefono rimangono gli stessi!!
A presto
Lo Staff












