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Energie rinnovabili: la Cina si conferma più attraente degli USA

La Cina è il Paese in grado di attrarre il maggior volume di investimenti nelleenergie rinnovabili. A dirlo, questa volta, è un recente report pubblicato poche ore fa da Ernst and Young, secondo cui il gigante asiatico avrebbe consolidato la propria posizione di leadership, staccando lo storico “rivale” statunitense in questa speciale classifica dedicata alle nazioni più in grado di catalizzare impieghi in eco-energie sviluppo ecosostenibile.

Lo scenario degli ultimi mesi, prosegue lo studio condotto da Ernst and Young, si sarebbe fatto gradualmente più favorevole per la Cina. Mentre nel 2009, infatti, il Paese asiatico e gli Stati Uniti si contendevano la testa della lista dell’indice di attrattività sulle energie rinnovabili, quest’anno gli Stati Uniti avrebbe perso circa due punti in favore della concorrente cinese.

In particolare, gli Stati Uniti sarebbero stati penalizzati dalla mancata approvazione di alcuni standard nazionali che avrebbero consentito di convogliare nel Paese maggiori volumi di investimenti, che sono invece stati dirottati in altre nazioni più attente al segmento eco-energetico.

Secondo Ernst and Young, oltre agli Stati Uniti anche altre nazioni occidentali starebbero soffrendo l’agguerrita concorrenza dei Paesi in via di sviluppo, che grazie anche a radicali modifiche delle legislazioni locali hanno potuto dare il via a imponenti progetti di riduzione delle emissioni di carbonio con impieghi domestici e stranieri.

Lo stesso report lancia infine una scialuppa di salvataggio per gli Stati Uniti, che vengono comunque definiti una nazione ad alta attrattività, ma che necessità di un consistente e continuo supporto governativo per fornire agli investitori la “fiducia a lungo termine di cui necessitano”.

Fonte: www.ecoo.it

Conto Energia: fino ad 8 mila MW nel 2020

Scendono i prezzi del fotovoltaico e con esso gli incentivi concessi, ma è prevista ancora una forte crescita del settore

Il solare trascina l’economia del rinnovabile, un trend confermato dal nuovo conto energia varato ultimamente dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella scorsa settimana.

Il piano prevede di raggiungere i 3.5 mila megawatt istallati nei prossimi tre anni, mentre mire ancora più ambiziose sono state previste per il piano nazionale d’azione che il governo ha appena presentato alla Commissione UE, nel quale si prefigura una crescita esponenziale delle istallazioni che dovrebbero arrivare ad assommare 8 mila megawatt nel 2020.

In particolare il dott. Pigni direttore dell’APER (Associazione Produttore Energia da Fonti Rinnovabili) specifica che “sono stati introdotti gli incentivi per altri 200 megawatt per il fotovoltaico a concentrazione (aumenta il rendimento del silicio concentrando la luce sulle celle solari tramite specchi), e altri 300 megawatt per il fotovoltaico più innovativo, come le facciate solari o le finestre fotovoltaiche”.

Il piano dunque diversifica gli investimenti in modo ancora più particolareggiato e questo è senz’altro un bene.

Si assiste al contempo, però, ad una riduzione degli incentivi, che essendo legati al prezzo di mercato dei pannelli, risentono della generale riduzione dei costi determinata dalla concorrenza sempre più incalzante. Gli ultimi mesi del 2010 saranno dunque il momento migliore per investire nel campo delle energie rinnovabili, giacché gli incentivi, sino a Dicembre, rimarranno molto vantaggiosi in relazione al costo attuale delle installazioni.

Nel 2011 difatti ci sarà una riduzione nell’ordine del 15% per le grandi centrali solari e tagli di circa il 4% l’anno nel 2012 e nel 2013. Forse è opportuno tranquillizzare, tuttavia, chi ha già usufruito di tali benefici non intaccherà i contributi già concessi in precedenza in questi anni: il nuovo rgime non intaccherà le condizioni economiche relative ai contributi già accordati, che peraltro, come accennato, hanno riscosso grande successo.

La distribuzione degli impianti fotovoltaici in Italia vede in testa le regioni del Nord Italia, a cominciare dalla Lombardia, che riporta circa il 16% delle istallazioni, seguono poi Emilia-Romagna e Veneto mentre al Sud Puglia e Sicilia sono al vertice di questa particolare classifica. E’ utile sottolineare tuttavia che questi investimenti sono di diversa natura: mentre nel Nord le installazioni riguardino specialmente piccoli impianti, dunque principalmente privati cittadini e piccole e medie imprese che utilizzano le risorse che il nostro Bel Paese offre per la soddisfazione del piccolo fabbisogno quotidiano, nel Sud il fotovoltaico sta sempre più caratterizzandosi come un investimento in larga scala, facilitato dalle condizioni climatiche e territoriali. E’ certamente esemplificativo il fatto che la sola Puglia vanti il 15% della produzione di fotovoltaico italiano. In altri termini si può dire che la “cultura” del rinnovabile ceda il passo al “business del rinnovabile”, le conseguenze socioeconomiche di questo trend le conosceremo solo col tempo.

Fonte: www.i-dome.com

Più tempo disponibile per il conto energia 2010

Non più il 31 dicembre 2010, bensì il 30 giugno 2011. Slitta la data entro la quale dovranno entrare in esercizio gli impianti fotovoltaici per poter continuare a godere delle tariffe incentivanti del secondo conto energia, quello attualmente in vigore e che lo sarà fino a fine anno.
Il colpo di scena arriva con l’approvazione, ieri mattina al Senato, di un emendamento al cosiddetto “decreto energia” (d.l. 8 luglio 2010, n. 105) che passerà all’esame della Camera la settimana prossima ma che, essendo “blindato”, non dovrebbe subire modifiche.

L’emendamento in questione modifica il provvedimento con cui si stabiliva che potevano accedere agli incentivi attuali solo gli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2010, (ossia il comma 1 dell’articolo 2-sexies del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41) è lo sostituisce così: “Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 19 febbraio 2007 (…) sono riconosciute a tutti i soggetti che, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 5 del medesimo decreto ministeriale, abbiano concluso, entro il 31 dicembre 2010, l’installazione dell’impianto fotovoltaico, abbiano comunicato all’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al Gestore dei Servizi Elettrici-GSE S.p.a., entro la medesima data, la fine lavori ed entrino in esercizio entro il 30 giugno 2011.”

Quindi, se il decreto così emendato passerà, per godere degli incentivi attuali (anziché di quelli rivisti al ribasso del conto energia 2011) non occorrerà più che sia effettuata la richiesta all’Enel in tempo utile (cioè il 15 novembre 2010 per gli impianti semplici) e che l’impianto entri in esercizio entro il 31 dicembre 2010. Basterà che entro quella data  l’impianto sia finito (lo certificherà l’asseverazione di un tecnico abilitato) e la richiesta di allacciamento presentata, a quel punto per l’entrata in esercizio ci sarà tempo appunto fino al 30 giugno.

Ispezioni e controlli affinché nessuno bari sono delegati al gestore di rete e al GSE, mentre l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro 90 giorni dalla conversione del decreto, dovrà approntare delle regole per evitare “fenomeni di prenotazione di capacità di rete per impianti alimentati da fonti rinnovabili per i quali non siano verificate entro tempi definiti le condizioni di concreta realizzabilità delle iniziative, anche con riferimento alle richieste di connessione già assegnate”

“L’emendamento -spiega a Qualenergia.it il senatore Francesco Ferrante (PD) – è stato introdotto per evitare che a causa di ritardi nelle procedure di connessione da parte del gestore di rete molti impianti perdessero il diritto ad accedere al vecchio conto energia. Con una finestra così ampia tra la domanda di allacciamento e la data entro cui l’impianto deve entrare in funzione, e con le regole di garanzia che l’Autorità stabilirà, questo non dovrebbe più accadere”. Insomma, un emendamento per evitare ingorghi nelle procedure di connessione con il quale passaggio dal secondo al terzo conto energia sarà più morbido.

Sotto lo schema incentivante del prossimo conto energia ricadranno, dunque, solo gli impianti che non saranno pronti e non avranno effettuato la richiesta di connessione entro il 31 dicembre 2010 o che comunque non saranno entrati in esercizio oltre il 30 giugno 2011.

Fonte: www.qualenergia.it

Energie rinnovabili: elettricità dalle acque reflue dei palazzi

In tema di energie rinnovabili molto interessante è la possibilità di ottenere elettricità dalle acque reflue dei palazzi. È questa l’idea piuttosto innovativa portata avanti da Tom Broadbent, giovane designer britannico, che ha messo a punto un prototipo di una macchina, la quale è in grado di ricavare energia elettrica dalle acque reflue che passano nelle tubature dei palazzi. Si tratta di un progetto molto originale, che dimostra come è possibile utilizzare in modo intelligente i nostri sprechi, risparmiando e agendo nel rispetto dell’ambiente. HighDro Power è il nome dell’invenzione.
Esso si pone nel nome della realizzazione di un impatto zero sull’ambiente. La macchina in questione è capace di trasformare in energia elettrica i flussi che provengono dagli scarichi dei bagni e degli elettrodomestici. Il tutto è possibile per mezzo di una turbina a quattro pale, la quale riesce a mettere in moto un generatore elettrico. Il progetto in questo modo consente di mirare alla tutela ambientale.

Il prototipo realizzato è funzionante, anche se non è stato ancora applicato ad un palazzo. In ogni caso appare come una soluzione in grado di riservare importanti potenzialità. Non è altro che un vero e proprio impianto idroelettrico, che può essere impiegato in maniera utile, utilizzando una fonte rinnovabile come appunto le acque reflue. Il processo di produzione di energia non determina così nessuna forma di inquinamento ambientale.

In sostanza il progresso e i consumi che esso comporta possono essere facilmente conciliati con la salvaguardia dell’ambiente. Basta soltanto sfruttare in modo innovativo le idee giuste.

Fonte: www.ecoo.it

Dalle rinnovabili il 100% dei consumi delle famiglie, ma con l’idroelettrico

La produzione complessiva da fonti verdi è giunta a coprire nel 2009 l’intero consumo di elettricità delle famiglie italiane. La produzione «verde», rivela un’elaborazione dell’ Ufficio studi della Confartigianato, nel 2009 è balzata del 19,2% rispetto al 2008, arrivando a una quota di produzione di 69.330 gigawattora, oltre quindi i 68.924 gigawattora dei consumi casalinghi. Tra le energie verdi però il solare resta il fanalino di coda nel quadro nazionale delle fonti rinnovabili (la quota più importante è quella idroelettrica con il 70,9%). Il primato della regione «verde» spetta alla Val d’Aosta dove la produzione elettrica da fonti rinnovabili supera di addirittura quattro volte i consumi interni; al secondo posto il Trentino Alto Adige, una volta e mezzo i consumi, entrambe regioni montane con impianti idroelettrici. Ma ampie quote di consumo vengono però soddisfatte anche in Calabria (56%), Molise (49,6%), Abruzzo (39,5%), Basilicata (35,2%) grazie ad eolico e fotovoltaico. Se si esclude l’idroelettrico, certifica l’ufficio studi della Confartigianato, il 47% della produzione da rinnovabili si concentra, infatti, nel Mezzogiorno, il 31% nel Centro e il 21% al Nord.
Pur se ancora sotto la media europea, il peso delle rinnovabili sui consumi sta crescendo di più in Italia che altrove: pari a 1,6 punti, contro l’aumento di 1,1 punti della Spagna, di 0,8 punti della Francia, di 0,5 punti del Regno Unito e la diminuzione di 0,1 punti della Germania.

Fonte: www.ilgiornale.it

Approvati conto energia 2011 e linee guida rinnovabili

I due attesi provvedimenti, conto energia fotovoltaico e linee guida amministrative per l’autorizzazione unica ad impianti a fonti rinnovabili, sono stati approvati il 9 luglio dopo la conferenza Stato-Regioni. Regioni ed Enti locali dovranno recepire le Linee guida entro i 90 giorni dalla pubblicazione del testo. Intanto, in salvo i certificati verdi, sebbene con un loro ridotto impatto a partire dalle competenze 2011.

Il conto energia fotovoltaico e le Linee guida amministrative per le fonti rinnovabili sono stati approvati ieri 9 luglio dalla Conferenza Stato–Regioni. A breve i provvedimenti, predisposti dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente, saranno pubblicati in Gazzetta (pubblicheremo già nei prossimi giorni la versione ufficiale di entrambi).

Il nuovo conto energia a partire dal 2011 prevede una riduzione delle tariffe, contenuta per i piccoli impianti e più marcata per i grandi impianti, rispetto a quelle attualmente operative. Per gli impianti che entrano in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe saranno decurtate ulteriormente del 6% ogni anno. Per gli anni successivi si provvederà con un nuovo decreto (potenza incentivabile con questo decreto è 3mila megawatt).

Il provvedimento prevede la novità di incentivi al fotovoltaico a concentrazione, alle installazioni con sistemi di accumulo e a quelle ad alta integrazione architettonica.
Secondo il provvedimento l’obiettivo atteso per il fotovoltaico al 2020, ai fini del suo contributo al target nazionale, è una potenza di 8.000 MW, molto inferiore a quanto indicato dagli operatori del settore (circa 15mila MW, considerando che già a fine anno saremo intorno ai 2.500 MW).

Le Linee Guida nazionali che sono state approvate dalla Conferanza unificata riguardano l’Autorizzazione Unicaper la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili . L’obiettivo in sintesi è di definire modalità e criteri unitari sul territorio nazionale per assicurare uno sviluppo ordinato sul territorio delle infrastrutture energetiche. Lo scopo di definire tali Linee Guida è soprattutto di dare regole certe che possano favorire gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Questo provvedimento è stato predisposto, oltre che dal Ministro dello sviluppo di concerto con il Ministro dell’ambiente, anche dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Le Regioni e gli Enti Locali – a cui oggi è affidata l’istruttoria di autorizzazione – dovranno recepire le Linee guidaentro i 90 giorni successivi alla pubblicazione del testo.

Intanto l’8 luglio è stato parzialmente salvato il ritiro da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) dei certificati verdi in eccesso sul mercato. La Commissione Bilancio ha infatti approvato l’emendamento con la nuova versione del contestato articolo 45 della manovra, redatto dal relatore Antonio Azzollini (Pdl), che stabilisce infatti che per “contenere gli oneri generali di sistema gravanti sulla spesa energetica di famiglie e imprese” e “promuovere le fonti rinnovabili”, si “assicura che l’importo complessivo derivante dal ritiro da parte del GSE dei certificati verdi”, a decorrere “dalle competenze dell’anno 2011, sia inferiore del 30% rispetto a quello relativo alle competenze dell’anno 2010, prevedendo che almeno l’80% di tale riduzione derivi dal contenimento della quantità di certificati verdi in eccesso”. Questa misura, spiega la relazione tecnica, “non comporta effetti sui saldi di finanza pubblica”.

L’emendamento interviene anche sul Cip6, il sistema di incentivi ai produttori di energia da fonti rinnovabili e assimilate. Le risorse derivanti dalle risoluzioni anticipate delle convenzioni Cip6 saranno destinate ad un fondo del Ministero dell’Istruzione per interventi nel settore della ricerca e dell’università.

Sembra inoltre che entro luglio partiranno i lavori del tavolo sulle energie rinnovabili chiesto e ottenuto dagli Enti locali. Lo riferisce Enrico Borghi, presidente dell’Uncem, a margine della conferenza unificata che ha avuto luogo al ministero degli Affari regionali. “Il sottosegretario Saglia si è impegnato a farlo partire entro il mese. E’ un risultato importante – osserva Borghi – perché le autonomie locali stanno investendo e serve una regia”. Il tavolo servirà ad applicare il piano nazionale sulle energie rinnovabili e quindi una definizione del burden sharing delle regioni, cioè il loro contributo, diversificato per tecnologia, sull’obiettivo del paese.

Fonte: www.qualenergia.it

ENERGIE RINNOVABILI, SEMPLIFICATE LE AUTORIZZAZIONI

Entro il 2020 il 17% dei consumi lordi nazionali sarà assorbito dalle energie rinnovabili. È il contenuto del Piano di azione nazionale, elaborato dal Ministero per lo Sviluppo Economico in attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti alternative.Il documento programmatico procede lungo due direttrici. Oltre alle misure per il risparmio energetico e l’utilizzo delle rinnovabili, che possono contare su meccanismi di incentivazione come certificati verdi, conto energia, agevolazioni fiscali e certificazioni sull’efficienza energetica degli edifici, è previsto un quadro normativo certo per l’autorizzazione all’installazione degli impianti.
Sono infatti i procedimenti autorizzativi per l’installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili a determinare il possibile sblocco del panorama normativo, che allo stato attuale appare frammentato. Oltre alla differenziazione tra Regioni, si fa riferimento a diverse disposizioni, come laLegge Comunitaria 2009, il D.lgs. 380/2001 in materia di edilizia e il D.lgs. 387/2003, che prevede l’emanazione di apposite linee guida, finora mai varate, per la determinazione dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione degli impianti. L’incertezza causata dalla mancanza di queste disposizioni ha provocato conflitti di competenza tra enti locali e potere centrale (Leggi Tutto).
La Comunitaria 2009 ha tentato di porre rimedio alle lacune dettando i principi cui attenersi nell’approvazione delle norme successive. Su questa base nel maggio scorso è stato presentato un ddl che semplifica le autorizzazioni equiparando ad interventi di manutenzione ordinaria la realizzazione di impianti sotto i 20 Kw di potenza ed introducendo la Dia per quelli fino a 1 Mw.
Con lo snellimento burocratico e gli altri obiettivi contenuti nel piano, entro il 2020 il consumo finale lordo di energia potrà essere contenuto entro i 131,2 Mtep. Senza misure di rientro sarebbe possibile ipotizzare uno scenario con un assorbimento di 166,5 Mtep o di 145,6 Mtep, dato più realistico elaborato in considerazione della crisi economica esplosa nel 2009.
La produzione di elettricità sarà coperta da rinnovabili per il 28,97%, derivanti all’11,49% dall’idroelettrico, al 6,59% da fotovoltaico, 5,74% da biomasse, 3,1% da solare e 2,05% dalla geotermia. Per il riscaldamento e raffrescamento lo spostamento sulle fonti alternative si dovrebbe invece attestare al 15,83%.
Il testo prevede anche l’aggiornamento delle disposizioni su certificati verdi, conto energia, tariffa onnicomprensiva e fotovoltaico, nonché la revisione delle detrazioni fiscali.
Nel settore edile si valuta poi la possibilità di incentivi su eolico e fotovoltaico, utili all’efficienza degli edifici, così come l’obbligo di predisporre all’uso una quota minima di fonti rinnovabili già in fase di progettazione e realizzazione delle infrastrutture asservite ad aree a destinazione produttiva e residenziale. Per la riqualificazione energetica e la progettazione di qualità degli enti pubblici potrebbe essere costituito un fondo di rotazione.
Il piano di azione nazionale, redatto insieme ai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, sarà trasmesso alla Commissione Europea a fine mese. In base alla direttiva europea, infatti, i Paesi membri hanno avuto tempo fino al 30 giugno per la redazione dei documenti programmatici.

Fonte: www.eco-motion.it

“Il Ponte” Fotovoltaico


La cooperativa “Il Ponte” aderisce e collabora ancora una volta con Legambiente alla costituzione di Gruppi D’acquisto Solare, che facilitino e rendano ancora più conveniente la diffusione di impianti fotovoltaici sul territorio.

Come sempre attenti alla QUALITA’, all’AMBIENTE e al RISPARMIO, “Il Ponte” offre ai suoi associati, e agli iscritti di Legambiente, gli strumenti per istallare presso la propria abitazione (o presso il proprio luogo di lavoro secondo i termini e i modi più oltre descritti) un impianto fotovoltaico (elettricità) o di solare termico (riscaldamento) che permetta un risparmio effettivo sui costi della bolletta e, tramite incentivi fiscali e premi (GSE e Scambio sul Posto), un effettivo guadagno che farà del vostro impianto un investimento redditizio.

Visita la nuova sezione “SOLE PER TUTTI

Coop Il Ponte

Energia: Fotovoltaico/rete elettrica, infrastrutture da ammodernare

(AGI) – Roma, 21 giu. – E’ decisivo il contributo che il fotovoltaico potra’ fornire per perseguire l’obiettivo comunitario posto al 2020, ovvero il raggiungimento di una quota di produzione di energia da fonti rinnovabili nel Paese pari al 17%. E’ quanto emerso dall’incontro “Il fotovoltaico e la rete elettrica: prospettive per l’industria e soluzioni per il mercato”organizzato dal GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) aderente a Confindustria ANIE. Per Claudio Andrea Gemme – Presidente dell’Associazione Energia di ANIE – “il 2011 rappresentera’ un anno molto importante per l’industria fotovoltaica italiana. Il nuovo sistema di incentivazione (in fase di approvazione) dovra’ rispecchiare i reali andamenti dei prezzi dei componenti e dei sistemi. Allo stesso tempo le molte aziende italiane che si sono affacciate in questo settore dovranno iniziare ad adottare modelli di business flessibili in modo tale da poter far fronte al consolidamento del mercato ed essere nelle condizioni ottimali per guardare oltre i confini nazionali”. “Per quanto attiene il potenziale futuro sviluppo del mercato tutte le prospettive sono ovviamente subordinate all’attesa emanazione del Nuovo Conto Energia – ha spiegato Gert Gremes Presidente GIFI-Anie – che dovra’ definire le nuove regole per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici. Qualora esso soddisfi le attese degli operatori, introducendo tariffe adeguate all’evoluzione dei prezzi di mercato ed orizzonti temporali estesi, ma soprattutto nel caso venisse eliminato il limite alla potenza incentivabile, il mercato potrebbe aprirsi ad una crescita esponenziale: 15 GWp installati al 2020, ovvero oltre 12 volte la quota raggiunta oggi”. L’industria fotovoltaica e’ uno dei pochi comparti dell’industria italiana che ha mantenuto un tasso di crescita sostenuto anche durante la recente crisi economica. Se circa il 78% della quota di potenza fotovoltaica installata nel 2009 nel Mondo proviene dall’Unione Europea, in questo quadro globale l’Italia gioca un ruolo da protagonista e con 1.142 MWp di potenza installata cumulata a fine 2009 si colloca al 5° posto nella graduatoria mondiale. Guardando alla nuova potenza installata in corso d’anno l’Italia e’ salita dal 4° posto del 2008, con 338 MWp, al 2° posto a livello mondiale nel 2009, con 720 MWp. Il parco impianti e’ piu’ che raddoppiato rispetto all’anno precedente e la loro produzione di energia elettrica addirittura triplicata.

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Veneto: La Regione raccoglie la sfida delle rinnovabili

Zaia annuncia di voler fare del Veneto il modello guida per lo sviluppo delle energie rinnovabili

Venezia – “Il Veneto vuole candidarsi a essere la prima regione a testare un nuovo modello, in cui l’energia rinnovabile sia l’energia rinnovabile degli agricoltori”. Il Governatore del Veneto Luca Zaia ha aperto così i lavori della sesta edizione del forum internazionale ‘Green Economy‘, organizzato da Coldiretti a Cà Corner.

“Ringrazio Coldiretti – ha esordito Zaia – per quel che ha fatto, fa e farà per noi cittadini: questi forum ci permettono infatti di avere una via tracciata. Le fonti rinnovabili e le bioenergie, oggi, a livello nazionale valgono una partita da circa dieci miliardi di euro. Il benchmark per il Veneto è quello di arrivare alla produzione di energie da fonti rinnovabili per almeno 1 miliardo di euro”.

“Non ci sono – ha proseguito il presidente veneto – solo parametri comunitari da rispettare verso il 2020, né solo i 67 milioni che il Veneto ha già stanziato per incentivare nuovi impianti da biomasse, ma oggi si impone una riflessione: bisogna fare in modo anche che non ci siano speculazioni che si approfittino dei terreni delle aziende agricole per fare business.

Questo è un tema economico, ma anche etico. Mi chiedo, ad esempio, come mai non si pensi a una norma sul fotovoltaico che ponga come ‘conditio sine qua non’ la proprietà del fondo da almeno cinque o dieci anni. Al riguardo, ho già parlato in giunta regionale per fare in modo che la partita del fotovoltaico sia riservata agli agricoltori”.

“Non va mai dimenticato – ha quindi detto Zaia – il conflitto tra commestibile e combustibile, con l’aggressione portata quotidianamente da quest’ultimo al primo che ci preoccupa non poco, specie pensando al miliardo e 200 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo, a coloro che muoiono di fame, ai bambini sottonutriti. Per fare tutto, ci vuole insomma prima di tutto la materia prima: il terreno e il cibo. Per il futuro, non potremo più fare a meno delle energie da fonti rinnovabili, ma sempre senza perdere l’equilibrio”.

Fonte:wwwnewsfood.com

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