Archivi per la categoria ‘fotovoltaico’

Energie rinnovabili: in Giappone si punta sul solare ed eolico

Le energie rinnovabili possono essere la risposta a questo povero Giappone dilaniato dal terremoto, dal conseguente tsunami e dal pericolo nucleare. Come vi abbiamo raccontato in precedenza, un colosso energetico giapponese ha espresso l’intenzione di chiudere una sua centrale nucleare onde evitare disastri. Così ora il Paese nipponico ha necessità di trovare nelle rinnovabili una soluzione energetica.
Come ha specificato il Primo Ministro giapponese Naoto Kan, l’elettricità  prodotta dalle centrali nucleari sono verrà portato al 50% come prima il Governo auspicava, e anzi questo genere di fonte energetica verrà volentieri rimpiazzata – quanto più possibile – dal solare e dall’eolico.
Come se questa inversione di marcia non fosse sufficiente, il Premier giapponese ha anche deciso di auto-sospendersi lo stipendio, con simbolico significato di chiedere scusa alla propria gente e auto-incolpandosi per il problema nucleare che ha colpito il proprio territorio di competenza.

Le energie rinnovabili possono essere la risposta a questo povero Giappone dilaniato dal terremoto, dal conseguente tsunami e dal pericolo nucleare. Come vi abbiamo raccontato in precedenza, un colosso energetico giapponese ha espresso l’intenzione di chiudere una sua centrale nucleare onde evitare disastri. Così ora il Paese nipponico ha necessità di trovare nelle rinnovabili una soluzione energetica.Come ha specificato il Primo Ministro giapponese Naoto Kan, l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari sono verrà portato al 50% come prima il Governo auspicava, e anzi questo genere di fonte energetica verrà volentieri rimpiazzata – quanto più possibile – dal solare e dall’eolico. Come se questa inversione di marcia non fosse sufficiente, il Premier giapponese ha anche deciso di auto-sospendersi lo stipendio, con simbolico significato di chiedere scusa alla propria gente e auto-incolpandosi per il problema nucleare che ha colpito il proprio territorio di competenza.

fonte:www.ecoo.it

Berlusconi atomico

A tutti gli effetti, infatti il Referendum, è ancora convocato

La mobilitazione referendaria va avanti. Infatti, a tutti gli effetti, il Referendum, è ancora convocato. Anche se il Senato la scorsa settimana ha abrogato tutti i punti previsti dal quesito referendario antinucleare, devono ancora esprimersi la Camera dei deputati e poi la corte di Cassazione.

L’emendamento

L’emendamento approvato alla Senato, in sintesi dice che “in attesa di acquisire ulteriori evidenze scientifiche” sulla sicurezza nucleare, tenendo anche conto delle decisioni assunte dall’Unione Europea, “non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio” di impianti nucleari. C’è poi una conclusione in cui si lascia aperta la porta al rientro nel nucleare, in previsione dell’adozione di una “strategia energetica nazionale” da attuare entro dodici mesi. Il nucleare comunque è rinviato sine die, ma il Referendum rischia di saltare.

Una prima vittoria del movimento antinucleare

Da questa situazione dobbiamo trarre anche una prima conclusione politica: il Governo ha avuto paura della forza del movimento antinucleare. Una forza storica, che si è rivitalizzata negli ultimi mesi, da quando si è ricominciato a parlare del nucleare con più insistenza. Il disastro di Fukushima ha accentuato il processo. Ma dobbiamo anche sapere che rispetto all’esito positivo del referendum, la differenza messa in campo dalla procedura abrogativa da parte del Governo consiste nel fatto che in linea teorica nei prossimi anni si potrebbe tornare a legiferare sul nucleare.

Berlusconi senza pudori

E’ martedì scorso Berlusconi ha appunto chiarito che si tratta di un modo per tranquillizzare gli italiani, far saltare il referendum e riprovarci più avanti. Non ha pudori, Berlusconi, nel dichiarare il suo disprezzo per la democrazia ed il popolo italiano.

La mobilitazione referendaria va avanti

Ma, torniamo a ripeterlo, non possiamo dare per acquisita la cancellazione del referendum. Infatti l’emendamento deve essere ancora approvato alla Camera e inoltre la Corte di Cassazione sarà chiamata a decidere se le abrogazioni approvate dal Parlamento sono sufficienti a cancellare il referendum, cosa non scontata. Quindi la mobilitazione antinucleare e referendaria va avanti come e più di prima per far vincere i Sì il 12 e 13 giugno.

Mobilitati con noi: www.legambientepadova.it, mail: circolo@legambientepadova.it

Lucio Passi – Portavoce Legambiente Padova

Le rinnovabili termiche lanciano la sfida al fotovoltaico

Le fonti pulite per il riscaldamento e il raffrescamento, è emerso nella conferenza nazionale di Amici della Terra, possono garantire 19,6 Mtep al 2020

In un momento in cui si parla tantissimo di fotovoltaico e del suo livello di incentivazione, Amici della Terra reclama invece più attenzione per le fonti rinnovabili termiche, che potrebbero dare un contributo molto più determinante al raggiungimento degli obiettivi europei. Di questi temi si è ampiamente discusso la scorsa settimana nel corso della Seconda Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche, che già oggi forniscono un apporto non trascurabile: il Piano nazionale per le fonti rinnovabili (Pan 2010) stima che le termiche abbiano contribuito nel 2009 per 3,4 Mtep ai consumi finali lordi dell’Italia, con una quota del 34% rispetto al totale delle energie pulite (elettriche 5,4 Mtep, biocarburanti 1,0 Mtep).
Leggi il resto di questo articolo »

Fukushima come Chernobyl

Gli incidenti di livello sette comportano una fuoriuscita di materiale radioattivo con conseguenze importanti per salute e ambiente, come Chernobyl, nel 1986. Ma la coltre di silenzio sulla reale gravità dell’incidente di Fukushima è ancora pesante. A più di un mese dal disastro tentiamo una primissima ricostruzione di quanto è successo attraverso il confronto con l’incidente di Chernobyl. Leggi il resto di questo articolo »

Rinnovabili, Ue bacchetta Italia. Il 20/4 sindacati in piazza a Roma

Roma, 18 apr (Il Velino) – Non compromettere gli investimenti nel settore delle rinnovabili che potrebbero essere messi in discussione dal recente decreto e rendere trasparenti gli obiettivi italiani al 2020 con incentivi chiari e stabili. Lo ha scritto il commissario Ue per l’energia Gunther Oettinger in una lettera indirizzata al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, resa nota dal sito Qualenergia.it, nella quale Oettinger esprime tutte le sue preoccupazioni in particolare sul fotovoltaico, che va – secondo il responsabile energia della Commissione – a compromettere gli investimenti in corso e non solo a livello italiano. Secondo Oettinger gli uffici di Bruxelles sono stati “contattati da un numero elevato di operatori a proposito delle riforme ai sistemi di incentivi” che “compromettono direttamente o indirettamente investimenti in corso”, “sollevano serie preoccupazioni tra gli investitori” e “destano la mia preoccupazione”. L’Italia, aggiunge Oettinger nella lettera, “è tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l’anno 2020. Come indicato nel Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili”. Per questo, conclude il commissario Ue “risulta fondamentale che il governo italiano crei quanto prima un quadro interno d’incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando così il raggiungimento del suddetto obiettivo”.

Fonte:www.ilvelino.it

Energie rinnovabili: l’incontro dei Ministri

Il tanto atteso incontro relativo al futuro delle energie rinnovabili in Italia si è tenuto lo scorso venerdì 18 Marzo. Vi hanno partecipato non solo i Ministri interessati vale a dire Galan, Romani e Prestigiacomo, ma anche i rappresentanti di Abi, della Confindustria e del settore energie rinnovabili. La presenza delle figure citate propone una spiegazione significativa sull’importanza che un tale provvedimento ha non solo per i tanti investitori che hanno deciso di puntare sul fotovoltaico, ma anche per tutto il mondo imprenditoriale che ruota attorno alle scelte di governo.

All’ordine del giorno vi era proprio la necessità di varare le norme attuative del decreto e di discutere sui nuovi incentivi che saranno applicati a partire dal 31 maggio 2011. Romani ha dichiarato necessario e opportuno dare certezze solide ed effettive a tutti coloro che intendono fare investimenti più o meno sostanziosi in questo settore, tenendo però ben presenti i vincoli e i target europei relativi ai costi di tecnologia e di incentivi che ad esso si legano. Il ministro dell’agricoltura Galan ha analizzato l’incontro ponendo l’accento sul fatto che la strada delle rinnovabili è estremamente lunga ma è una strada che deve essere percorsa per dare la possibilità a coloro che desiderano sviluppare il settore, in maniera seria e onesta, di farlo. Al contempo risulta necessario ostacolare e contrastare drasticamente gli speculatori che non fanno altro che penalizzare l’intero sistema. Infine la Prestigiacomo si è focalizzata su un tema molto caldo e delicato, quello degliincentivi. Premettendo che saranno incentivi decrescenti con il passare dei mesi, in accordo anche con quelle che sono le normative europee a riguardo, il ministro ha enunciato l’interesse di tutte le parti di seguire questa linea assicurando e garantendo gli investimenti in corso.

Le voci che sono emerse da questo incontro, seppur poche, convogliano tutte nella direzione di varare nuovi incentivi (che dovrebbero essere pronti tra due settimane) che possano veramente dare un pò più di tranquillità e di garanzie ad un settore che lo stesso Galan ha definito fondamentale. Incentivi che ci si auspica tengano conto del grande rilievo economico e di politica energetica che questo provvedimento porta con sé. L’Italia, infatti, è sul punto di fare una scelta, se non epocale di primaria importanza, che si spera sia finalizzata al raggiungimento di un’autosufficienza energetica in cui il fotovoltaico e l’insieme delle energie rinnovabili  svolgano un ruolo di grandi protagonisti.

Marcello Guidi

fonte:www.scienzeagrarie.com

Incentivi per il fotovoltaico: a breve un nuovo Conto Energia

Coloro che sono interessati agli incentivi per il fotovoltaico presto potranno beneficiare di un nuovo Conto Energia. Ad annunciare questo interessante impegno da parte delle autorità governative è stato il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan. Il tutto è inteso a favorire lo sfruttamento delle energie rinnovabili in generale e dell’energia solare in maniera particolare, visto che quest’ultima si caratterizza per le numerose opportunità a vantaggio dell’ambiente. Il ministro ha parlato di un’approvazione degli ecoincentivi nel giro di 20 giorni.

Gli incentivi 2011 per il fotovoltaico rappresentano un’occasione importante e per questo è stata messa a punto una guida al Conto Energia. I nuovi provvedimenti in tema di ricorso alle energie pulite dovrebbero favorire soprattutto quelle imprese che hanno la necessità di poter usufruire di un accesso agevolato al credito. In sostanza un vantaggio in più per le aziende che decidono di investire nelle ecoenergie. Una questione da non trascurare, visto che si configura come essenziale nella lotta all’inquinamento ambientale.

Il ministro Galan ha spiegato:

Gli incentivi continueranno ad esserci, ma probabilmente saranno rimodulati, anche se rimarranno consistenti. La loro ridefinizione sarà messa in atto, solo se necessario, per evitare di gravare ulteriormente sulle bollette degli Italiani.

Gli incentivi per il fotovoltaico, gestiti dal GSE, presentano delle novità. Per il futuro ad esempio si prevede che saranno stabilite condizioni specifiche per latutela dei paesaggi agricoli, anche dagli impianti eolici che possono deturpare il territorio in cui sono realizzati.

fonte www.ecoo.it

Rinnovabili. Napolitano firma il decreto che riorganizza gli incentivi

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto legislativo sulle energie rinnovabili varato dal Consiglio dei ministri giovedì 3 marzo scorso.

Nei giorni scorsi il decreto era stato duramente criticato dalle associazioni di categoria Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Gifi, che si erano appellate al Capo dello Stato affinché non firmasse. Secondo gli operatori il provvedimento bloccherebbe lo sviluppo dell’economia verde in Italia.

Il principale punto di contrasto è il terzo conto energia, approvato nell’agosto 2010 ed entrato in vigore dal primo gennaio 2011. Avrebbe dovuto garantire gli incentivi al fotovoltaico fino a tutto il 2013, mentre il decreto ferma il contributo dello Stato al prossimo 31 maggio.

In un’intervista alla Stampa di oggi il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva difeso la scelta del governo di rivedere gli incentivi alle rinnovabili sostenendo che sono i più alti d’Europa e che “rischiano di creare un mercato assistito”.

Fonte:www.loccidentale.it

Appello a Napolitano: «Salvi l’energia solare»

RINNOVABILI. Le associazioni di categoria chiedono al Capo dello Stato di non firmare il decreto: «È incostituzionale». Legambiente si rivolge a Bruxelles. Le banche: «Da oggi chiudiamo i rubinetti».

Alessandro De Pascale

Le ultime a lanciare l’allarme, per il decreto sulle rinnovabili approvato giovedì dal Consiglio dei ministri, sono le banche. Pio Forte di Unicredit leasing, specializzato in finanziamento alle energie pulite, annuncia la «riunione di un comitato strategico per valutare l’impatto del provvedimento», entro il 16 marzo. «Il mondo bancario è preoccupato, le banche si sono fermate e i primi effetti si avvertono già da oggi», aggiunge. Per Maurizio Flammini, presidente di Pmitalia (Associazione piccole e medie imprese), «la conseguenza di questa instabilità sarà un immediato freno agli investimenti già previsti con le relative ripercussioni sulle aziende fornitrici e su migliaia di lavoratori.

In un momento così difficile per la nostra economia ci sarebbe bisogno di sostenere le imprese e non di frenarle». Le principali associazioni di settore, che bocciano senza mezzi termini il testo approvato dal governo, sono sul piede di guerra e parlano di una scelta «irresponsabile del governo». Per Valerio Natalizia, presidente del Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane), tra i primi effetti c’è «il ricorso immediato alla cassa integrazione straordinaria (oltre 10mila unità dirette), il blocco delle assunzioni e degli investimenti per oltre 40 miliardi di euro, lo stop degli ordinativi in corso per un valore di circa 8 miliardi e dei contratti già stipulati per circa 20 miliardi».

Tanto che Gifi, Aper (Associazioni produttori energie rinnovabili), Asso Energie Future e Asso Solare, scrivono al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, chiedendo «non firmi il decreto», perché presenta «profili di incostituzionalità». E qualora il testo dovesse essere promulgato, annunciano manifestazioni di piazza e ricorsi, anche in sede europea. Li seguirà l’avvocato Stefania Piscitelli, esperta in diritto amministrativo, energia e infrastrutture, che bolla come incostituzionali «almeno quattro punti del decreto».

L’articolo 25 «viola un enorme numero di norme costituzionali», riguardo «alla riduzione da tre anni a tre mesi dei tempi per poter ricevere gli incentivi», attacca la Piscitelli. «Violata anche l’intesa con le Regioni» raggiunta su «un testo diverso» da quello approvato dal Cdm. Come già contestato dagli esperti di Sos Rinnovabili (oltre 14mila firme raccolte, tra cui di 70 parlamentari), ci sarebbe inoltre «un eccesso di delega» con riferimento all’articolo 76 della Costituzione, perché l’unico mandato del governo era «recepire nel nostro ordinamento una direttiva europea».

Anche Legambiente chiederà alla Commissione europea di verificare la conformità del decreto: «Appare folle e miope – spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale – che al contrario di quello che sta accadendo in tutti gli altri Paesi europei, in Italia non si vuole favorire un reale e concreto abbattimento delle emissioni climalteranti e della CO2, attraverso una green economy che abbia le fonti rinnovabili come strumento essenziale di innovazione e sviluppo».

Fonte:terranews.it

ENERGIE RINNOVABILI, LEONI (WWF): “L’ITALIA STA PER ‘SPEGNERE’ IL SUO SOLE’

(IRIS) – ROMA, 28 FEB – Dichiarazione di Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia, alla conferenza stampa delle aziende delle energie rinnovabili e associazioni ambientaliste di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico

“Il decreto legislativo ‘blocca-solare’ proposto dal dicastero dell’economia, che vuole porre un ‘tetto’ al fotovoltaico e bloccarne gli incentivi, fa’ andare l’Italia in controtendenza rispetto al mondo intero: così spegneremo il ‘nostro’ sole e tutta l’economia, ancora giovane, che ruota intorno alle rinnovabili. Una mossa in controtendenza rispetto al mondo intero che ormai punta sulla green-economy con grande sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, ma soprattutto rispetto alla politica energetica indicata dall’Unione Europea che si è posta l’obiettivo di almeno il  20% al 2020 di copertura da fonti rinnovabili dei consumi di energia, un obiettivo sostenibile solo con il concorso di tutti i paesi”.

“Come dichiarato nel nuovo rapporto dell’UNEP (programma Onu per l’Ambiente) investire circa l’1,25% del Pil globale ogni anno nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, potrebbe
tagliare la domanda di energia del 9% nel 2010 e quasi del 40% entro il 2050.
Anche il recente Energy Report, lanciato dal WWF insieme a Ecofys, ha dimostrato come entro il 2050 il fabbisogno di elettricità, trasporti, energia industriale e privata potrebbe essere soddisfatto dalle energie rinnovabili, con un uso solo residuale e isolato di combustibile fossile e nucleare,  riducendo così in modo drastico le preoccupazioni sulla sicurezza dell’energia, l’inquinamento e, non da ultimo, per i cambiamenti climatici catastrofici”.

“Fornire energia sicura, accessibile e pulita nella quantità richiesta richiede uno sforzo globale,  simile alla risposta globale alla crisi finanziaria mondiale. Ma i benefici saranno maggiori nel lungo termine e i risparmi dovuti ai costi inferiori bilanceranno tutti i nuovi investimenti in energia rinnovabile ed efficiente entro il 2040; i risparmi, in uno scenario “business as usual”, ammonteranno a circa 4 miliardi di euro, dovuti solo al minor costo dell’energia entro il 2050.
Altri benefici verrebbero dalla diminuzione dei conflitti per la sicurezza energetica, fuoriuscite inquinanti e interruzioni di rifornimento che si verificano quando ci si procura combustibili fossili in esaurimento in zone a rischio politico o ambientale, come dimostrano gli scenari di questi giorni”.

Fonte:irispress.it

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter.
Riceverai una email alla settimana con le nostre offerte e tutte le informazioni legate alla nostra attività.

Social Network
Punti di Distribuzione

PADOVA:

  • In zona Arcella
  • In zona Palestro
  • In zona Brusegana
  • In zona Guizza
  • In zona Sacra Famiglia
  • A Portello
  • A Cadoneghe
  • A Ponte San Nicolò