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Intercettazioni: WWF ITALIA, DDL nuoce all’ambiente e alla salute

(ASCA) – Roma, 8 lug – Il WWF Italia, ”che da oltre 40 anni lavora e collabora con la Magistratura e le forze dell’ordine per la lotta agli ecocriminali, chiede che non venga approvata la nuova legge sulle intercettazioni e non venga ulteriormente ‘oscurata’ la lotta ai crimini ambientali che e’ un dovere che ci chiede anche l’Europa”.

”Le intercettazioni – sottolinea l’associazione ambientalista – sono uno strumento indispensabile anche per fermare i crimini ambientali. Sono infatti numerosissimi i casi di importanti processi per grandi inquinamenti industriali, traffici di rifiuti e sostanze pericolose, scempi territoriali come cave abusive, cementificazioni illegali che sono nati a seguito di pazienti e lunghe indagini svolte anche attraverso le intercettazioni. Se malauguratamente venisse approvata la nuova legge, verrebbero meno le garanzie per la tutela della salute di tutti e dell’ambiente che ora sono invece assicurate dalle regole in vigore.

Perche’? Molti dei reati cosiddetti ‘ambientali’ non potrebbero essere piu’ scoperti tramite questo strumento, perche’ non rientrano tra quelli elencati dal disegno di legge sulle intercettazioni.

Poi perche’ molti e gravi reati ambientali nascono non da un evento diretto (ed esempio l’industria che scarica sostanze inquinanti in un fiume), ma da reati fiscali o amministrativi (falsi documenti, autorizzazioni illegali, corruzioni di pubblici amministratori, truffe ). Spesso quindi gli inquirenti riescono a scoprire casi gravi di inquinamento attraverso intercettazioni svolte su pubblici amministratori per reati cosiddetti ‘minori’.

Infine, e questi sono i casi piu’ gravi, si spunterebbero anche molte armi investigative per la lotta alle ‘ecomafie”’.

Prosegue il WWF: ”E’ noto a tutti che la grande criminalita’ organizzata gestisce molti dei misfatti ambientali che si compiono sul nostro territorio e che sono causa di inquinamenti, distruzioni territoriali , spesso anche di morti (si pensi alle speculazioni edilizie nel sud ed al conseguente dissesto territoriale che continua a causare tragedie come quelle di Messina ).

E’ meno noto pero’ che molto spesso gli ecomafiosi ed i loro complici vengano scoperti attraverso indagini compiute su altri fatti non direttamente collegati”.

Fonte : www.asca.it

ENERGIE RINNOVABILI, SEMPLIFICATE LE AUTORIZZAZIONI

Entro il 2020 il 17% dei consumi lordi nazionali sarà assorbito dalle energie rinnovabili. È il contenuto del Piano di azione nazionale, elaborato dal Ministero per lo Sviluppo Economico in attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti alternative.Il documento programmatico procede lungo due direttrici. Oltre alle misure per il risparmio energetico e l’utilizzo delle rinnovabili, che possono contare su meccanismi di incentivazione come certificati verdi, conto energia, agevolazioni fiscali e certificazioni sull’efficienza energetica degli edifici, è previsto un quadro normativo certo per l’autorizzazione all’installazione degli impianti.
Sono infatti i procedimenti autorizzativi per l’installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili a determinare il possibile sblocco del panorama normativo, che allo stato attuale appare frammentato. Oltre alla differenziazione tra Regioni, si fa riferimento a diverse disposizioni, come laLegge Comunitaria 2009, il D.lgs. 380/2001 in materia di edilizia e il D.lgs. 387/2003, che prevede l’emanazione di apposite linee guida, finora mai varate, per la determinazione dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione degli impianti. L’incertezza causata dalla mancanza di queste disposizioni ha provocato conflitti di competenza tra enti locali e potere centrale (Leggi Tutto).
La Comunitaria 2009 ha tentato di porre rimedio alle lacune dettando i principi cui attenersi nell’approvazione delle norme successive. Su questa base nel maggio scorso è stato presentato un ddl che semplifica le autorizzazioni equiparando ad interventi di manutenzione ordinaria la realizzazione di impianti sotto i 20 Kw di potenza ed introducendo la Dia per quelli fino a 1 Mw.
Con lo snellimento burocratico e gli altri obiettivi contenuti nel piano, entro il 2020 il consumo finale lordo di energia potrà essere contenuto entro i 131,2 Mtep. Senza misure di rientro sarebbe possibile ipotizzare uno scenario con un assorbimento di 166,5 Mtep o di 145,6 Mtep, dato più realistico elaborato in considerazione della crisi economica esplosa nel 2009.
La produzione di elettricità sarà coperta da rinnovabili per il 28,97%, derivanti all’11,49% dall’idroelettrico, al 6,59% da fotovoltaico, 5,74% da biomasse, 3,1% da solare e 2,05% dalla geotermia. Per il riscaldamento e raffrescamento lo spostamento sulle fonti alternative si dovrebbe invece attestare al 15,83%.
Il testo prevede anche l’aggiornamento delle disposizioni su certificati verdi, conto energia, tariffa onnicomprensiva e fotovoltaico, nonché la revisione delle detrazioni fiscali.
Nel settore edile si valuta poi la possibilità di incentivi su eolico e fotovoltaico, utili all’efficienza degli edifici, così come l’obbligo di predisporre all’uso una quota minima di fonti rinnovabili già in fase di progettazione e realizzazione delle infrastrutture asservite ad aree a destinazione produttiva e residenziale. Per la riqualificazione energetica e la progettazione di qualità degli enti pubblici potrebbe essere costituito un fondo di rotazione.
Il piano di azione nazionale, redatto insieme ai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, sarà trasmesso alla Commissione Europea a fine mese. In base alla direttiva europea, infatti, i Paesi membri hanno avuto tempo fino al 30 giugno per la redazione dei documenti programmatici.

Fonte: www.eco-motion.it

“Il Ponte” Fotovoltaico


La cooperativa “Il Ponte” aderisce e collabora ancora una volta con Legambiente alla costituzione di Gruppi D’acquisto Solare, che facilitino e rendano ancora più conveniente la diffusione di impianti fotovoltaici sul territorio.

Come sempre attenti alla QUALITA’, all’AMBIENTE e al RISPARMIO, “Il Ponte” offre ai suoi associati, e agli iscritti di Legambiente, gli strumenti per istallare presso la propria abitazione (o presso il proprio luogo di lavoro secondo i termini e i modi più oltre descritti) un impianto fotovoltaico (elettricità) o di solare termico (riscaldamento) che permetta un risparmio effettivo sui costi della bolletta e, tramite incentivi fiscali e premi (GSE e Scambio sul Posto), un effettivo guadagno che farà del vostro impianto un investimento redditizio.

Visita la nuova sezione “SOLE PER TUTTI

Coop Il Ponte

Veneto: La Regione raccoglie la sfida delle rinnovabili

Zaia annuncia di voler fare del Veneto il modello guida per lo sviluppo delle energie rinnovabili

Venezia – “Il Veneto vuole candidarsi a essere la prima regione a testare un nuovo modello, in cui l’energia rinnovabile sia l’energia rinnovabile degli agricoltori”. Il Governatore del Veneto Luca Zaia ha aperto così i lavori della sesta edizione del forum internazionale ‘Green Economy‘, organizzato da Coldiretti a Cà Corner.

“Ringrazio Coldiretti – ha esordito Zaia – per quel che ha fatto, fa e farà per noi cittadini: questi forum ci permettono infatti di avere una via tracciata. Le fonti rinnovabili e le bioenergie, oggi, a livello nazionale valgono una partita da circa dieci miliardi di euro. Il benchmark per il Veneto è quello di arrivare alla produzione di energie da fonti rinnovabili per almeno 1 miliardo di euro”.

“Non ci sono – ha proseguito il presidente veneto – solo parametri comunitari da rispettare verso il 2020, né solo i 67 milioni che il Veneto ha già stanziato per incentivare nuovi impianti da biomasse, ma oggi si impone una riflessione: bisogna fare in modo anche che non ci siano speculazioni che si approfittino dei terreni delle aziende agricole per fare business.

Questo è un tema economico, ma anche etico. Mi chiedo, ad esempio, come mai non si pensi a una norma sul fotovoltaico che ponga come ‘conditio sine qua non’ la proprietà del fondo da almeno cinque o dieci anni. Al riguardo, ho già parlato in giunta regionale per fare in modo che la partita del fotovoltaico sia riservata agli agricoltori”.

“Non va mai dimenticato – ha quindi detto Zaia – il conflitto tra commestibile e combustibile, con l’aggressione portata quotidianamente da quest’ultimo al primo che ci preoccupa non poco, specie pensando al miliardo e 200 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo, a coloro che muoiono di fame, ai bambini sottonutriti. Per fare tutto, ci vuole insomma prima di tutto la materia prima: il terreno e il cibo. Per il futuro, non potremo più fare a meno delle energie da fonti rinnovabili, ma sempre senza perdere l’equilibrio”.

Fonte:wwwnewsfood.com

Qualità alimentare e interscambio di saperi.

Dallo spirito BeDifferent  della Cooperativa Il Ponte nasce la nuova sezione Arti&Mestieri. L’interscambio di saperi  e l’ impegno sociale per uno stile di vita più eco-compatibile

Il Ponte, realtà cooperativa e solidale patavina, sostenuta da Legambiente Onlus e Co.Se.Pa. è nata con l’idea di proporre e praticare stili di vita e modelli di consumo sostenibili e alternativi da quelli esistenti.

Le peculiarità della nostra mission sociale risiedono nello spirito mutualistico, che è l’anima della cooperativa: coinvolgere i cittadini e renderli consapevoli e attivi delle loro scelte che determinano i processi produttivi.

Oggigiorno il potere del consumatore risiede nelle scelte di consumo: scelte consapevoli contribuiscono a creare una società più responsabile verso l’uomo e i suoi diritti, verso l’ambiente e la tutela dei beni comuni.

La sfida si fa più avvincente! Oltre alla distribuzione di prodotti ortofrutticoli abbiamo dato vita a una nuova sezione della cooperativa: Arti & Mestieri

Si espande il nostro spirito BeDifferent; mettiamo a disposizione le professionalità dei nostri soci offrendo interessanti soluzioni di:

-          Disinfestazione Zanzare di giardini, condomini e luoghi pubblici.

-          Giardinaggio piccole manutenzioni, taglio siepi e sfalciatura prati.

-          Tinteggiatura: da oggi con i nuovi colori naturali!

Perché siamo BeDifferent?
I nostri servizi rispettano l’ecosistema e vengono svolti con materiali non inquinanti. La Cooperativa “il Ponte” nelle sue attività ha deciso di non usare diserbanti, concimi chimici e pesticidi né di seminare o porre a dimora piante aliene al territorio. Il trattamento di disinfestazione zanzare utilizza prodotti a base di piretro, un prodotto naturale non nocivo per l’uomo e per gli animali domestici. Per la tinteggiatura offriamo, da oggi nuovi prodotti a base naturale.

Collaboriamo per un modo diverso e sostenibile di scambiare saperi e competenze.

Alan Lucchino – Cooperativa Il Ponte

Più attenzione anche agli Ogm

Positiva la libertà di vietare la coltivazione in Europa. La grande attenzione prestata dagli italiani nella loro alimentazione, ha finalmente avuto anche l’avvallo dell’Unione Europea sulla vicenda degli organismi geneticamente modificati.

“La Commissione Europea – sottolinea Maurizio Soave, presidente provinciale Coldiretti – ha preso atto della forte opposizione dei cittadini europei e ha dato finalmente la possibilità all’Italia e alle sedici regioni che si sono dichiarate Ogm free di vietare la coltivazione nei loro territori”.

“Un atto quasi dovuto, anche perché i risultati dell’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg sulle ‘opinioni di italiani ed europei sull’alimentazione’, indicano come il 72 per cento dei cittadini esprima una opinione contraria agli Ogm, ritenendo che siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali”.

Questa ultima decisione dell’esecutivo comunitario sulla libertà di semina, dà valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un agricoltura libera da Ogm, questo grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini ed agricoltori italiani che sono contrari al biotech nei campi e nel piatto.

Nel 2030 otto milioni di posti di lavoro dalle rinnovabili

Lo studio è stato presentato da Greenpeace e dall’European Renewable Energy Council

(Rinnovabili.it) – L’energia pulita potrebbe diventare il traino dell’economia e dell’occupazione entro il 2030. E’ questo lo scenario “rinnovabile” fotografato da Energy [ R]evolution uno studio presentato oggi da Greenpeace e dall’European Renewable Energy Council su come ridurre le emissioni di CO2 e garantire allo stesso tempo la crescita economica. Un cambiamento possibile grazie all’utilizzo, in alternativa ai combustibili fossili, proprio delle rinnovabili e a uno sviluppo su vasta scala di sistemi ad alta efficienza energetica. Condizione indispensabile per raggiungere questo ambizioso traguardo sarà spingere i governi a investire nei “lavori verdi” e nell’utilizzo di fonti energetiche alternative. Una rivoluzione energetica, come l’hanno definita gli stessi attivisti di Greenpeace, che potrebbe portare tra vent’anni alla creazione di 12 milioni di posti di lavoro (di cui appunto 8,5 nelle rinnovabili). Un obiettivo importante se si considera che a oggi gli occupati diretti e indiretti nei diversi comparti delle rinnovabili sono solo 2,4 milioni a fronte di 8,7 del settore energetico a livello mondiale. Secondo le stime degli analisti che hanno lavorato a Energy [ R]evolution entro il 2030 anche il mercato globale per le tecnologie rinnovabili passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l’anno, a più di 600 miliardi di dollari.
La chiave di Energy [ R]evolution consiste nel creare un sistema in cui i costi degli investimenti nel settore siano condivisi in modo equo. Uno di questi meccanismi è il “Greenhouse Development Rights” che calcola quote nazionali di obbligazioni globali di gas a effetto serra. Le quote sono basate su una combinazione di responsabilità (contributo ai cambiamenti climatici) e capacità finanziaria. Positivo anche lo scenario delineato dal rapporto sulle future emissioni globali di CO2 che potrebbero raggiungere un picco nel 2015 per poi tornare a diminuire. Se l’ approvvigionamento energetico sarà basato esclusivamente su fonti “pulite” nel 2050 le emissioni di CO2 potrebbero diminuire circa dell’80% rispetto al 1990.
Il rapporto presentato oggi da Greenpeace e dall’EREC delinea i percorsi possibili per raggiungere il 100% di energie rinnovabili, anche se è ancora lungo il percorso per raggiungere questo obiettivo. In una nota pubblicata sul sito dell’associazione si legge, infatti: “Non ci sono ostacoli tecnologici, ma solo politici. Anche in Italia assistiamo al tentativo miope del governo di bloccare – nella proposta della legge Finanziaria – quegli strumenti e incentivi che hanno permesso solo negli ultimissimi anni il decollo delle fonti rinnovabili nel nostro Paese”.

Caldo inaspettato. Bere acqua per evitare il colpo di calore

I consigli degli esperti per far fronte all’improvvisa ondata di calore

Come ormai da alcuni anni a questa parte accade, si passa direttamente dall’inverno all’estate. Il giorno prima c’erano 11 gradi, il giorno dopo 30 o più e il corpo non è preparato.
Ci si sente abbattuti, stanchi, più stressati e si tende a rimediare magari bevendo bevande zuccherate, gassate…
Niente di più sbagliato, sostengono gli esperti.Meglio la normale acqua, non fredda. Disseta e non aumenta lo stress organico in un corpo già messo duramente a prova dall’improvviso cambio di temperatura.

Bere quindi acqua, liscia, è il modo migliore per combattere il caldo ed evitare una pericolosa situazione di disidratazione. Se poi accompagniamo il tutto magari con un buon frutto, il gioco è fatto: ci assicuriamo anche un’integrazione dei Sali minerali eventualmente persi con la sudorazione.
Dai colpi di calore devono difendersi in particolare le persone più a rischio come i bambini, gli anziani e gli infermi. Mangiare leggero, bere molto e assumere cibi vegetali. Allo stesso modo prediligere abiti ampi e in fibra naturale in modo da permettere alla pelle di respirare.
Evitare le bevande zuccherate e gassate che aumentano la sete e infliggono colpi letali ai livelli di glicemia nel sangue causando un senso maggiore di debolezza dopo poco tempo dalla loro assunzione.
Insomma, l’acqua, la semplice normale acqua rimane il rimedio tuttofare in caso di emergenza caldo.

LaStampa.it

Troviamoci in Piazza!

TROVIAMOCI IN PIAZZA 2010

La cooperativa “il Ponte” parteciperà anche quest’anno alla manifestazione “Troviamoci in piazza 2010″ che si svolgerà sabato 5 giugno in Piazza Caduti della Resistenza (ex Piazza Toselli) a partire dalle ore 16.00 fino alle 23.00.

L’iniziativa è promossa e organizzata dal Punto Giovani Toselli con la partecipazione di varie realtà associative e culturali che gravitano attorno al quartiere.

“Troviamoci in Piazza” è un modo per ri-animare la piazza e restituirle temporaneamente la funzione di luogo di incontro, luogo in cui stare assieme – perché non sia semplicemente un parcheggio!

Il programma è in via di definizione, ma comprenderà stand delle associazioni, laboratori creativi per bambini, teatro e musica, una sfilata con abiti di recupero, proiezioni di cortmetraggi.

Accorrete numerosi! Il programma dettagliato verrà pubblicato su questo sito non appena definito.

ALIMENTAZIONE: IN ITALIA 1 BIMBO SU 3 IN SOVRAPPESO, PRESTO ORTI SCOLASTICI.

LO HA DETTO ELEONORA IACOVONI (MINISTERO AGRICOLTURA), FRUTTA FRESCA A MERENDA

In Italia un bambino su 3, dai 6 ai 10 anni, ha problemi di sovrappeso e il 23% è obeso. Questo ha portato la Commissione europea a finanziare il progetto “Frutta nelle scuole – Nutrirsi bene, un insegnamento che frutta”. Aspiegarlo è Eleonora Iacovoni, dirigente del Ministero delle Politiche Agricole. “Bisogna – continua Iacovoni – educare all’alimentazione In una fascia d’età in cui è ancora possibile intervenire, bisogna insegnare a sostituire merendine con frutta fresca. Si tratta di un progetto con numeri importanti. Tra i fondi europei e quello nazionale per questa prima annualità, che è iniziata a marzo e finirà a maggio, abbiamo avuto a disposizione 26 milioni di euro, stiamo coinvolgendo 5.000 scuole elementari in tutte le Regioni italiane per un totale di 870.000 alunni. Il progetto prevede sì la distribuzione di frutta e verdura, ma anche eventi che la accompagnano: visite a fattorie didattiche, orti scolastici, preparazione degli insegnanti e materiale informativo destinato anche ai genitori”. A sottolineare il ruolo importante di insegnanti e famiglie è anche Maria Teresa Silani, referente per l’educazione alla salute dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio. “Cerchiamo – spiega – di coinvolgere i bambini con la curiosità. Spesso i più piccoli dicono che la frutta non è buona, questo perchè magari non l’hanno mai assaggiata. La famiglia è responsabile di ciò che mette nello zaino del proprio figlio. La scuola deve educare, ma poi le buone abitudini vanno portate a casa e lì coltivate.

Fonte: www.winenews.it

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