Articoli marcati con tag ‘solare’

Energie rinnovabili: in Giappone si punta sul solare ed eolico

Le energie rinnovabili possono essere la risposta a questo povero Giappone dilaniato dal terremoto, dal conseguente tsunami e dal pericolo nucleare. Come vi abbiamo raccontato in precedenza, un colosso energetico giapponese ha espresso l’intenzione di chiudere una sua centrale nucleare onde evitare disastri. Così ora il Paese nipponico ha necessità di trovare nelle rinnovabili una soluzione energetica.
Come ha specificato il Primo Ministro giapponese Naoto Kan, l’elettricità  prodotta dalle centrali nucleari sono verrà portato al 50% come prima il Governo auspicava, e anzi questo genere di fonte energetica verrà volentieri rimpiazzata – quanto più possibile – dal solare e dall’eolico.
Come se questa inversione di marcia non fosse sufficiente, il Premier giapponese ha anche deciso di auto-sospendersi lo stipendio, con simbolico significato di chiedere scusa alla propria gente e auto-incolpandosi per il problema nucleare che ha colpito il proprio territorio di competenza.

Le energie rinnovabili possono essere la risposta a questo povero Giappone dilaniato dal terremoto, dal conseguente tsunami e dal pericolo nucleare. Come vi abbiamo raccontato in precedenza, un colosso energetico giapponese ha espresso l’intenzione di chiudere una sua centrale nucleare onde evitare disastri. Così ora il Paese nipponico ha necessità di trovare nelle rinnovabili una soluzione energetica.Come ha specificato il Primo Ministro giapponese Naoto Kan, l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari sono verrà portato al 50% come prima il Governo auspicava, e anzi questo genere di fonte energetica verrà volentieri rimpiazzata – quanto più possibile – dal solare e dall’eolico. Come se questa inversione di marcia non fosse sufficiente, il Premier giapponese ha anche deciso di auto-sospendersi lo stipendio, con simbolico significato di chiedere scusa alla propria gente e auto-incolpandosi per il problema nucleare che ha colpito il proprio territorio di competenza.

fonte:www.ecoo.it

Le rinnovabili termiche lanciano la sfida al fotovoltaico

Le fonti pulite per il riscaldamento e il raffrescamento, è emerso nella conferenza nazionale di Amici della Terra, possono garantire 19,6 Mtep al 2020

In un momento in cui si parla tantissimo di fotovoltaico e del suo livello di incentivazione, Amici della Terra reclama invece più attenzione per le fonti rinnovabili termiche, che potrebbero dare un contributo molto più determinante al raggiungimento degli obiettivi europei. Di questi temi si è ampiamente discusso la scorsa settimana nel corso della Seconda Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche, che già oggi forniscono un apporto non trascurabile: il Piano nazionale per le fonti rinnovabili (Pan 2010) stima che le termiche abbiano contribuito nel 2009 per 3,4 Mtep ai consumi finali lordi dell’Italia, con una quota del 34% rispetto al totale delle energie pulite (elettriche 5,4 Mtep, biocarburanti 1,0 Mtep).
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Rinnovabili, Ue bacchetta Italia. Il 20/4 sindacati in piazza a Roma

Roma, 18 apr (Il Velino) – Non compromettere gli investimenti nel settore delle rinnovabili che potrebbero essere messi in discussione dal recente decreto e rendere trasparenti gli obiettivi italiani al 2020 con incentivi chiari e stabili. Lo ha scritto il commissario Ue per l’energia Gunther Oettinger in una lettera indirizzata al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, resa nota dal sito Qualenergia.it, nella quale Oettinger esprime tutte le sue preoccupazioni in particolare sul fotovoltaico, che va – secondo il responsabile energia della Commissione – a compromettere gli investimenti in corso e non solo a livello italiano. Secondo Oettinger gli uffici di Bruxelles sono stati “contattati da un numero elevato di operatori a proposito delle riforme ai sistemi di incentivi” che “compromettono direttamente o indirettamente investimenti in corso”, “sollevano serie preoccupazioni tra gli investitori” e “destano la mia preoccupazione”. L’Italia, aggiunge Oettinger nella lettera, “è tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l’anno 2020. Come indicato nel Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili”. Per questo, conclude il commissario Ue “risulta fondamentale che il governo italiano crei quanto prima un quadro interno d’incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando così il raggiungimento del suddetto obiettivo”.

Fonte:www.ilvelino.it

Energie rinnovabili: l’incontro dei Ministri

Il tanto atteso incontro relativo al futuro delle energie rinnovabili in Italia si è tenuto lo scorso venerdì 18 Marzo. Vi hanno partecipato non solo i Ministri interessati vale a dire Galan, Romani e Prestigiacomo, ma anche i rappresentanti di Abi, della Confindustria e del settore energie rinnovabili. La presenza delle figure citate propone una spiegazione significativa sull’importanza che un tale provvedimento ha non solo per i tanti investitori che hanno deciso di puntare sul fotovoltaico, ma anche per tutto il mondo imprenditoriale che ruota attorno alle scelte di governo.

All’ordine del giorno vi era proprio la necessità di varare le norme attuative del decreto e di discutere sui nuovi incentivi che saranno applicati a partire dal 31 maggio 2011. Romani ha dichiarato necessario e opportuno dare certezze solide ed effettive a tutti coloro che intendono fare investimenti più o meno sostanziosi in questo settore, tenendo però ben presenti i vincoli e i target europei relativi ai costi di tecnologia e di incentivi che ad esso si legano. Il ministro dell’agricoltura Galan ha analizzato l’incontro ponendo l’accento sul fatto che la strada delle rinnovabili è estremamente lunga ma è una strada che deve essere percorsa per dare la possibilità a coloro che desiderano sviluppare il settore, in maniera seria e onesta, di farlo. Al contempo risulta necessario ostacolare e contrastare drasticamente gli speculatori che non fanno altro che penalizzare l’intero sistema. Infine la Prestigiacomo si è focalizzata su un tema molto caldo e delicato, quello degliincentivi. Premettendo che saranno incentivi decrescenti con il passare dei mesi, in accordo anche con quelle che sono le normative europee a riguardo, il ministro ha enunciato l’interesse di tutte le parti di seguire questa linea assicurando e garantendo gli investimenti in corso.

Le voci che sono emerse da questo incontro, seppur poche, convogliano tutte nella direzione di varare nuovi incentivi (che dovrebbero essere pronti tra due settimane) che possano veramente dare un pò più di tranquillità e di garanzie ad un settore che lo stesso Galan ha definito fondamentale. Incentivi che ci si auspica tengano conto del grande rilievo economico e di politica energetica che questo provvedimento porta con sé. L’Italia, infatti, è sul punto di fare una scelta, se non epocale di primaria importanza, che si spera sia finalizzata al raggiungimento di un’autosufficienza energetica in cui il fotovoltaico e l’insieme delle energie rinnovabili  svolgano un ruolo di grandi protagonisti.

Marcello Guidi

fonte:www.scienzeagrarie.com

Incentivi per il fotovoltaico: a breve un nuovo Conto Energia

Coloro che sono interessati agli incentivi per il fotovoltaico presto potranno beneficiare di un nuovo Conto Energia. Ad annunciare questo interessante impegno da parte delle autorità governative è stato il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan. Il tutto è inteso a favorire lo sfruttamento delle energie rinnovabili in generale e dell’energia solare in maniera particolare, visto che quest’ultima si caratterizza per le numerose opportunità a vantaggio dell’ambiente. Il ministro ha parlato di un’approvazione degli ecoincentivi nel giro di 20 giorni.

Gli incentivi 2011 per il fotovoltaico rappresentano un’occasione importante e per questo è stata messa a punto una guida al Conto Energia. I nuovi provvedimenti in tema di ricorso alle energie pulite dovrebbero favorire soprattutto quelle imprese che hanno la necessità di poter usufruire di un accesso agevolato al credito. In sostanza un vantaggio in più per le aziende che decidono di investire nelle ecoenergie. Una questione da non trascurare, visto che si configura come essenziale nella lotta all’inquinamento ambientale.

Il ministro Galan ha spiegato:

Gli incentivi continueranno ad esserci, ma probabilmente saranno rimodulati, anche se rimarranno consistenti. La loro ridefinizione sarà messa in atto, solo se necessario, per evitare di gravare ulteriormente sulle bollette degli Italiani.

Gli incentivi per il fotovoltaico, gestiti dal GSE, presentano delle novità. Per il futuro ad esempio si prevede che saranno stabilite condizioni specifiche per latutela dei paesaggi agricoli, anche dagli impianti eolici che possono deturpare il territorio in cui sono realizzati.

fonte www.ecoo.it

Appello a Napolitano: «Salvi l’energia solare»

RINNOVABILI. Le associazioni di categoria chiedono al Capo dello Stato di non firmare il decreto: «È incostituzionale». Legambiente si rivolge a Bruxelles. Le banche: «Da oggi chiudiamo i rubinetti».

Alessandro De Pascale

Le ultime a lanciare l’allarme, per il decreto sulle rinnovabili approvato giovedì dal Consiglio dei ministri, sono le banche. Pio Forte di Unicredit leasing, specializzato in finanziamento alle energie pulite, annuncia la «riunione di un comitato strategico per valutare l’impatto del provvedimento», entro il 16 marzo. «Il mondo bancario è preoccupato, le banche si sono fermate e i primi effetti si avvertono già da oggi», aggiunge. Per Maurizio Flammini, presidente di Pmitalia (Associazione piccole e medie imprese), «la conseguenza di questa instabilità sarà un immediato freno agli investimenti già previsti con le relative ripercussioni sulle aziende fornitrici e su migliaia di lavoratori.

In un momento così difficile per la nostra economia ci sarebbe bisogno di sostenere le imprese e non di frenarle». Le principali associazioni di settore, che bocciano senza mezzi termini il testo approvato dal governo, sono sul piede di guerra e parlano di una scelta «irresponsabile del governo». Per Valerio Natalizia, presidente del Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane), tra i primi effetti c’è «il ricorso immediato alla cassa integrazione straordinaria (oltre 10mila unità dirette), il blocco delle assunzioni e degli investimenti per oltre 40 miliardi di euro, lo stop degli ordinativi in corso per un valore di circa 8 miliardi e dei contratti già stipulati per circa 20 miliardi».

Tanto che Gifi, Aper (Associazioni produttori energie rinnovabili), Asso Energie Future e Asso Solare, scrivono al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, chiedendo «non firmi il decreto», perché presenta «profili di incostituzionalità». E qualora il testo dovesse essere promulgato, annunciano manifestazioni di piazza e ricorsi, anche in sede europea. Li seguirà l’avvocato Stefania Piscitelli, esperta in diritto amministrativo, energia e infrastrutture, che bolla come incostituzionali «almeno quattro punti del decreto».

L’articolo 25 «viola un enorme numero di norme costituzionali», riguardo «alla riduzione da tre anni a tre mesi dei tempi per poter ricevere gli incentivi», attacca la Piscitelli. «Violata anche l’intesa con le Regioni» raggiunta su «un testo diverso» da quello approvato dal Cdm. Come già contestato dagli esperti di Sos Rinnovabili (oltre 14mila firme raccolte, tra cui di 70 parlamentari), ci sarebbe inoltre «un eccesso di delega» con riferimento all’articolo 76 della Costituzione, perché l’unico mandato del governo era «recepire nel nostro ordinamento una direttiva europea».

Anche Legambiente chiederà alla Commissione europea di verificare la conformità del decreto: «Appare folle e miope – spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale – che al contrario di quello che sta accadendo in tutti gli altri Paesi europei, in Italia non si vuole favorire un reale e concreto abbattimento delle emissioni climalteranti e della CO2, attraverso una green economy che abbia le fonti rinnovabili come strumento essenziale di innovazione e sviluppo».

Fonte:terranews.it

ENERGIE RINNOVABILI, LEONI (WWF): “L’ITALIA STA PER ‘SPEGNERE’ IL SUO SOLE’

(IRIS) – ROMA, 28 FEB – Dichiarazione di Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia, alla conferenza stampa delle aziende delle energie rinnovabili e associazioni ambientaliste di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico

“Il decreto legislativo ‘blocca-solare’ proposto dal dicastero dell’economia, che vuole porre un ‘tetto’ al fotovoltaico e bloccarne gli incentivi, fa’ andare l’Italia in controtendenza rispetto al mondo intero: così spegneremo il ‘nostro’ sole e tutta l’economia, ancora giovane, che ruota intorno alle rinnovabili. Una mossa in controtendenza rispetto al mondo intero che ormai punta sulla green-economy con grande sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, ma soprattutto rispetto alla politica energetica indicata dall’Unione Europea che si è posta l’obiettivo di almeno il  20% al 2020 di copertura da fonti rinnovabili dei consumi di energia, un obiettivo sostenibile solo con il concorso di tutti i paesi”.

“Come dichiarato nel nuovo rapporto dell’UNEP (programma Onu per l’Ambiente) investire circa l’1,25% del Pil globale ogni anno nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, potrebbe
tagliare la domanda di energia del 9% nel 2010 e quasi del 40% entro il 2050.
Anche il recente Energy Report, lanciato dal WWF insieme a Ecofys, ha dimostrato come entro il 2050 il fabbisogno di elettricità, trasporti, energia industriale e privata potrebbe essere soddisfatto dalle energie rinnovabili, con un uso solo residuale e isolato di combustibile fossile e nucleare,  riducendo così in modo drastico le preoccupazioni sulla sicurezza dell’energia, l’inquinamento e, non da ultimo, per i cambiamenti climatici catastrofici”.

“Fornire energia sicura, accessibile e pulita nella quantità richiesta richiede uno sforzo globale,  simile alla risposta globale alla crisi finanziaria mondiale. Ma i benefici saranno maggiori nel lungo termine e i risparmi dovuti ai costi inferiori bilanceranno tutti i nuovi investimenti in energia rinnovabile ed efficiente entro il 2040; i risparmi, in uno scenario “business as usual”, ammonteranno a circa 4 miliardi di euro, dovuti solo al minor costo dell’energia entro il 2050.
Altri benefici verrebbero dalla diminuzione dei conflitti per la sicurezza energetica, fuoriuscite inquinanti e interruzioni di rifornimento che si verificano quando ci si procura combustibili fossili in esaurimento in zone a rischio politico o ambientale, come dimostrano gli scenari di questi giorni”.

Fonte:irispress.it

Protesta ambientalisti, no decreto ‘blocca-solare’

Le associazioni pro ambiente temono uno stop della marcia dell’Italia verso la crescita delle energie rinnovabili

ROMA  – Gli ambientalisti ed aziende delle energie rinnovabili temono uno stop della marcia dell’Italia verso la crescita di queste fonti. Domani manifesteranno di fronte al ministero dello Sviluppo economico, tentando di fermare quello che ritengono un decreto ‘blocca-solare’, le cui norme dovrebbero giungere sul tavolo del pre-consiglio dei ministri di martedì prossimo. Secondo le associazioni – tra cui Legambiente, Wwf Italia, Kyoto club, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, insieme con le aziende del settore – in questo modo non sarebbe possibile offrire un ‘eco-futuro’ all’energia italiana. La richiesta sarà pertanto di fermare questo decreto legislativo (che arriva anche in attuazione della direttiva 2009/28/CE).

Al cuore del provvedimento in questione, proposto dal dicastero di Via Veneto, c’é l’intenzione di porre un ‘tetto’ al fotovoltaico, un limite, presumibilmente 8.000 Megawatt (Mw) – pari a circa 6 volte in meno rispetto a quello fissato dalla Germania – riferito alla potenza installabile oltre cui non è possibile andare. Inoltre, c’é in ballo la revisione del sistema degli incentivi, i quali, secondo il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, hanno avuto un impatto molto pesante. Dal 2000 al 2010, secondo i dati diffusi dallo stesso ministro in settimana, sono stati pagati 20 miliardi in bolletta per aggiungere un 4% di energia rinnovabile. Anche l’Autorità per l’energia elettrica e il gas – nella relazione inviata al Parlamento – ha messo in evidenza quanto le bollette degli italiani siano ‘condite’ da una quota dedicata alle “rinnovabili”, a causa di “un sistema di incentivi, tra i più profittevoli al mondo”, con un impatto crescente: dai 2,5 miliardi di euro del 2009 ai 3,4 del 2010, fino ai 5,7 miliardi stimati per il 2011 in assenza di interventi. Più in generale, sono tre i punti chiave indicati dall’Authority su cui lavorare: la necessità di regole certe, le misure anti-speculazione, e i meccanismi di mercato.

A detta delle associazioni ambientaliste, il provvedimento conterrebbe anche lo stop “a qualsiasi incentivo dopo il 2014″, il taglio del “30% retroattivo agli incentivi all’eolico”, e “incomprensibili sistemi per i nuovi impianti”, legati perlopiù al meccanismo delle aste al ribasso, tenendo però in considerazione la potenza da installare (aste a partire dai 5 Mw per i nuovi impianti). La ricaduta in termini occupazionali – stima Asso energie future, l’associazione dei produttori – riguarderà circa 120.000 lavoratori nel fotovoltaico, con effetti ‘energetici’ su 160.000 famiglie. Quanto all’obiettivo del 17% di energia ‘pulita’ al 2020, Romani ha detto di dedicare “grande attenzione” al problema delle speculazioni.

Fonte: ansa.it

Fotovoltaico: super efficienza negli ultimi modelli americani

Il nome della Amonix, probabilmente, dirà ben poco anche ai più attenti lettori delle news eco-energetiche. Presto però la ragione sociale di questa compagnia americana potrebbe divenire ben più familiare, visto e considerato che – grazie ad una collaborazione con il Laboratorio nazionale per le energie rinnovabili (NREL) statunitense, la compagine sta mettendo a punto unpannello fotovoltaico super efficiente che potrebbe avere rapida diffusione internazionale.

Il pannello fotovoltaico della Amonix si baserebbe infatti su una tecnologia in grado di rendere l’impianto talmente efficiente da consentire la produzione dienergia pulita ad un costo molto vicino a quello relativo alla produzione di elttricità da fonti energetiche convenzionali.

L’efficienza dell’impianto fotovoltaico della Amonix sarebbe maggiore del 50% rispetto a quella dei suoi concorrenti di generazione precedente, grazie a una nuova struttura che gli ha permesso di battere i record di convenienza diproduzione eco-energetica.

Il pannello fotovoltaico Amonix sarà disponibile con una potenza di 53 kW, e con un sistema di montaggio in grado di poter seguire il movimento del sole mediante rotazione.

Il fotovoltaico cresce del 160%

LONDRA – Un vero e proprio boom: il settore fotovoltaico in Italia ha registrato un incremento del 160% della potenza installata lo scorso anno e in totale la potenza delle energie rinnovabili ha superato i 30 gigawatt. Lo ha rivelato ieri Emilio Cremona, presidente del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) a Londra a un seminario sull’energia solare.
Sul fronte delle energie rinnovabili, e in particolare nel settore fotovoltaico, l’Italia ha fatto passi da gigante e per questo viene considerata un esempio da seguire per la Gran Bretagna, che è indietro di qualche anno. Per questo la sala del seminario londinese “Focus on Solar Energy”, organizzato da Next Energy Capital, ieri era stracolma.
«È uno dei pochi settori – afferma Stefano Sommadossi, co-Ceo di Next Energy, merchant bank londinese specializzata nelle rinnovabili – che attrae investimenti consistenti ed è un settore di export potenziale per le imprese italiane. Nei prossimi dieci anni 2.900 miliardi di euro verranno investiti in energie rinnovabili e l’Italia rappresenta il 9%, circa 265 miliardi. E’ una grande opportunità».

Anche secondo Cremona, al di là dei progressi fatti, restano grandi opportunità di sviluppo in Italia, che potrà essere «terra di passaggio per l’energia che viene dal Nord Africa e passando dalla Sicilia va verso i grandi consumatori del Nord Europa». Venti Comuni, molti dei quali siciliani, hanno aderito all’iniziativa “Sostenibile” di Next Energy per produrre energia pulita, rendere il proprio territorio energeticamente indipendente e diventare poi esportatori di energia. Un altro progetto che sta a cuore a Gse è Corrente, una rete ad adesione volontaria (sarà presentata l’8 marzo in un convegno a Borsa Italiana) aperta alle nostre imprese delle rinnovabili che puntano a “fare sistema” per competere all’estero. Già 600 le adesioni.

Di recente molti investitori, come il colosso del private equity Terra Firma, sono stati attratti dai forti incentivi garantiti dall’Italia. Ora la situazione è in evoluzione. «Credo – ha detto Cremona – che l’Italia debba ridurre gli incentivi nel solare, bisogna trovare un giusto compromesso e pensare alle bollette». Anche secondo Michael Bonte-Friedheim, co-Ceo di Next Energy Capital, «bisogna aggiustare il sistema per tenere conto dell’evoluzione del mercato ma garantendo redditi ragionevoli agli investitori».
E proprio sul decreto predisposto dal Governo italiano per la revisione degli incentivi alle rinnovabili il Parlamento di Roma sta trasmettendo a Palazzo Chigi le sue osservazioni. Da segnalare in particolare due richieste: tempi dimezzati, massimo sei mesi, per il varo dei decreti attuativi; forti azioni antispeculative prevedendo importi significativi nelle cauzioni e nei depositi legati alle domande di autorizzazione.

Fonte: www..ilsole24ore.com

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